Lettera al “il Fatto quotidiano” sul precariato universitario

Rispondo volentieri all’invito del “Fatto” a fare sentire la propria voce a proposito della situazione intollerabile denunciata dalla precaria dell’Università.

Io penso, semplicemente, che la generazione dei nostri giovani Colleghi stia sopportando qualcosa che nessuno avrebbe mai dovuto e potuto sopportare, così che il primo interrogativo che si pone è come mai essi (e con essi l’Università intera) non riescano a dare vita a momenti di ribellione.

Sui nostri Colleghi più giovani (diciamo su chi ha oggi trenta-quarant’anni) si scaricano due veri e propri crimini delle classi dirigenti italiane e dei loro Governi.

Il primo crimine – diciamo così – è generale, ed è la precarizzazione del lavoro. Hanno condannato una intera generazione a saltabeccare da un contratto a termine un assegno annuale, da una finta partita IVA a un falso tirocinio, e questo per anni o anni, senza avere mai la possibilità di respirare e, per ipotesi, di unirsi con il proprio compagno o la propria compagna, di fare figli, di maturare una pensione e, magari, anche di dedicarsi con la calma necessaria ai propri studi. Nel caso dell’Università diviene del tutto evidente il carattere pretestuoso della precarizzazione: se un contratto di insegnamento o di ricerca viene reiterato per anni e anni, allora è del tutto evidente che quel posto di docente o di ricercatore è necessario, e allora non si vede come si possa negare a chi lo ricopre di diventare di ruolo. Esiste poi un danno specifico anche per la collettività: la formazione di un docente ricercatore rappresenta anche una spesa, o piuttosto un investimento, che il licenziamento (incorporato nel rapporto precario) distrugge di continuo.

Il secondo crimine, più specifico, è la scelta (perché di scelta, per quanto irresponsabile, in effetti si tratta) di distruggere l’Università pubblica. Al contrario di altri Paesi europei i quali aumentano la spesa per Università e ricerca per uscire dalla crisi, l’Italia decide da anni di ridurre il finanziamento all’Università pubblica (benché il nostro Paese possieda record vergognosamente negativi a proposito di diritto allo studio, di spesa pubblica per l’istruzione, di iscritti all’Università e di laureati). Riduzione dei finanziamenti, blocco delle assunzioni e perfino del turn over significa chiudere preziose filiere di saperi che una volta interrotte non si potranno certo riaprire a comando, e significa costringere l’Università pubblica a cercare soldi dai privati, col cappello in mano, umiliandosi e snaturandosi ogni giorno di più.

Tutto ciò è anche condito da una odiosa campagna del Governo contro gli universitari dipinti come “fannulloni” e parassiti. Credo che in questo c’entrino anche poco commendevoli turbe personali, risentimenti miserevoli, invidie: la ministra Gelmini – non dimentichiamocelo – è un’avvocata bresciana con concorso fatto in Calabria; il ministro Poletti che – fra una cena e l’altra con Buzzi – invita a laurearsi alla spiccia, magari con 97, piuttosto che studiare seriamente per ottenere 110 e lode, non è solo un irresponsabile (un laureato con 97 non troverà mai lavoro) ma è anche un perito agrario che non si è mai laureato.

La più vergognosa delle bugie è che “mancano i soldi” per assumere in ruolo: i soldi non mancano per finanziare, in spregio all’art. 33 della Costituzione, i privati; i soldi non mancano per finanziare l’ITT di Genova voluto da Tremonti, che da solo inghiotte oltre 100 milioni all’anno; il carrozzone della “valutazione”, l’ANVUR, a cui si debbono le discutibilissime procedure di valutazione dette VQR, ci costa ben 9.850.000 euro, di cui ben 1,6 milioni spesi solo per il Consiglio Direttivo (cfr. http://www.roars.it/online/lo-start-up-di-anvur-e-costato-come-balotelli-lui-100-000-euro-a-passaggio-loro-100-000-a-delibera/). Quanti posti di lavoro, veri, stabili, di ruolo si potrebbero accendere per i precari dell’Università con questi soldi?

Si tratta di una vera e propria emergenza: un paese civile (o almeno “normale”) che perdesse come il nostro 100.000 giovani all’anno che vanno all’estero a cercare lavoro si allarmerebbe e cercherebbe soluzioni. In Italia nemmeno se ne parla.

A questa generazione hanno tolto non solo il lavoro ma anche il futuro e la speranza. E non va lontano un paese che esporta i cervelli che ha formato e importa i brevetti che quegli stessi cervelli producono all’estero.

Credo che non dovrebbe essere difficile che precari, professori e studenti, che sindacati, associazioni, movimenti si mettano intorno a un tavolo per chiedere le cose ragionevoli che lo stesso buon senso impone, ad esempio un piano straordinario di investimento per assumere, subito, nei ruoli dello Stato i precari che abbiano passato il giudizio di idoneità. L’Università è problema che riguarda tutti, è il momento è ora: domani sarebbe troppo tardi.

Raul Mordenti

(Università di Roma ‘Tor Vergata’)

 

3-16 febbraio 2016


Consolidate 2015

Consolidate 2015

Project Acronym LIPPS

Research Programme Title (from 20 to 200 characters) Letteratura Italiana Poesia dei Primi Secoli (banca dati testuale e motore di ricerca)

 

Abstract of the Research Programme (to 1500 characters)

Thanks to the diffusion of new digital technologies in literary studies, much of the various national textual traditions are now available in digital format; a good percentage of them are available in advanced encoding formats such as XML/TEI, although the level of coding of these resources is mostly ‘limited’ to the representation of the textual and editorial structure. These high quality digital collections of textual resources are an optimal starting point to begin a systematic program of digital edition featured with a philological and bibliographical apparatus. We propose to create (1) a solid philological textual database of the Italian poetic literature of the XIII century (many of which are still excluded from digitization), extensible to all the Italian poetry itself; (2) a database that can be searched by title or author.

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Sui risultati del referendum

Cominciamo da un po’ di numeri sui risultati del referendum, non quelli giornalistici delle percentuali ma gli unici che contano davvero, quelli in valore assoluto dei votanti; confrontiamo dunque i votanti delle ultime elezioni, quelle europee del 2014, con quelli del referendum sulla Costituzione del 4 dicembre:…

 

(per leggere il resto dell’articolo, cliccare sul link sottostante)

Sui risultati del referendum


Valutazione: 9,5/10. Risultato: bocciato. – Come si distribuiscono i fondi di ricerca all’Università di Roma ‘Tor Vergata’. – Lettera aperta di Raul Mordenti

 

“Niente mi sembra più riprovevole di un intellettuale che, di fronte a un’ingiustizia, volta la faccia da un’altra parte”

(E. W. Said)

 

 

-       Alla Delegata del Rettore per la Ricerca, Chiar.ma Prof.ssa Silvia Licoccia

e, p. c.:

-       al Magnifico Rettore prof. Novelli, al Pro-Rettore Vicario prof. Franchini, ai Direttori dei Dipartimenti della Macro-Area di Lettere, proff. Paoli e Salvatori, alla Coordinatrice della Macro-Area di Lettere, prof.ssa Formica, ai/alle Componenti del Senato Accademico, alla comunità universitaria di Roma ‘Tor Vergata’

 

Cara Collega,

cari/e Colleghi/e, che leggete per opportuna conoscenza,

vi scrivo per rappresentarvi un problema che mi sembra cruciale per il presente e per il futuro della nostra Università: i criteri di assegnazione dei fondi di ricerca, un problema che si intreccia strettamente con la vexata quaestio della cosiddetta VQR e, forse, ci aiuta a conferire concretezza a quel dibattito che ci ha impegnati e divisi nei mesi scorsi.

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Consolidate 2015 – progetto in italiano

La diffusione delle tecnologie digitali negli studi letterari ha profondamente modificato la fruizione dei materiali testuali: con il concorso di enti differenti, dalle Università pubbliche alle biblioteche, oggi una parte sempre maggiore delle varie tradizioni letterarie sono disponibili in formato digitale. Tale rivoluzione espande il confine del monolitico canone letterario, permettendo fusioni e mobilità linguistiche, e favorisce la comunicazione tra i vari saperi delle scienze umane.

[...]

Nel 2012/13 l’Unità di Ricerca dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’ coordinata dal Prof.re Raul Mordenti, aderisce al progetto di ricerca nazionale PRIN 2010/2011 “Poetry of memory, memory of the poetry. Word and theme occurrences in inscriptions and in the literary system”, un progetto finalizzato alla creazione di un motore di ricerca semantico e tematico, oltre che lessicale, che indaga i temi delle iscrizioni in versi in rapporto alla epigrammatica greca, latina e medievale, analizzando come sul piano stilistico la forma poetica breve si trasformi nel passaggio dalla cultura classica a quella postclassica. Come Unità di Ricerca ‘Tor Vergata’, il lavoro è stato dedicato alla tematizzazione delle forme poetiche brevi della letteratura italiana dell’XII e XIII secolo (oggetto di studio sono state le forme epigrammatiche e, soprattutto, i sonetti); i risultati di questa ricerca saranno disponibili sulla piattaforma Memorata Poetis, accessibile al pubblico a conclusione del PRIN nel prossimo 2016.

Il perseguimento degli obiettivi della ricerca ha permesso – allo stesso tempo – di ottenere un altro risultato, di ragguardevole importanza scientifica: la ricerca ha motivato uno studio di natura metodologica relativo alla selezione e alla definizione del canone di riferimento per la produzione breve in lingua volgare della letteratura delle origini, data l’esistenza di differenti approcci critici, e la conseguente copiosa mole di antologie ed edizioni critiche. L’abbondanza di informazioni cresce smisuratamente nel web dove si trovano un gran numero di edizioni digitali dei testi letterari, spesso obsolete o di irrilevante valore filologico. Il prodotto di questo studio è stata la realizzazione di un database che si compone delle indicazioni bibliografiche di tutti i componimenti brevi pubblicati tra il XII e XIII secolo – di cui è anche indicato per ogni voce il luogo pubblico in cui è conservato e consultabile il testo, nonché delle informazioni filologiche raccolte nelle edizioni critiche di riferimento, scelte a partire dall’accreditato lavoro dell’Istituto Opera del Vocabolario Italiano. Tale risultato della ricerca è di proprietà intellettuale del gruppo di lavoro ‘Tor Vergata’.

 

Research Programme Description (to 5000 characters)

Within the general trend to digitalization of cultural heritage, especially of literary texts (cfr. Supra “State of Art: National and International Scientifica Starting Point”), two problems increasingly emerge: (1) the philological quality or reliability of texts available on line; (2) the possibility of an informed choice in a wide range of texts available on line.

The first problem is worsened by the crisis of traditional evaluative systems of the scientific community (reviews, academic evaluations, reputation, etc.). The second problem is exacerbated by the amount of texts offered on the web (for instance, on 19th September 2015, Google offers 1.450.000.000 results for ‘Dante’, which makes every choice unavoidably random).

La ricerca si propone di contribuire, in modo differenziato ma coordinato, alla soluzione di entrambi i problemi citati, fornendo in un database testuale: (1) i testi poetici della letteratura italiana dalle origini fino al 1375, corredati di schede filologiche; (2) un corpus di edizioni digitali attendibili dei testi della letteratura italiana dei primi secoli e – al tempo stesso – (3) delle schede valutative, organizzate in un semplice motore di ricerca, in merito ai testi presenti nella rete, in modo da consentire al fruitore di scegliere fra di essi in base alle proprie differenziate esigenze, ad esempio l’attendibilità filologica, l’operabilità informatica, la facilità di lettura, l’economicità, l’accessibilità, etc. Sottolineiamo che queste diverse esigenze non sono necessariamente presenti nei medesimi e-texts: un “lettore comune” potrebbe considerare superfluo o addirittura controproducente un analitico apparato filologico o l’applicazione di norme di edizione troppo conservative e rigorose; al contrario uno studioso (ad es. di linguistica italiana) considererà del tutto inutilizzabili dei testi “normalizzati” editorialmente e così privati di alcuni dei loro tratti scientificamente più significativi.

L’ambito cronologico della proposta (che non si esclude di poter estendere in futuro anche ad altri secoli della nostra letteratura) è compreso fra le prime manifestazioni letterarie del volgare di sì (inizio XIII secolo) e il 1375, anno della morte di Boccaccio che segue di un solo anno quella del Petrarca e rappresenta dunque per la comunità scientifica (a partire dall’Accademia della Crusca) un limite culturalmente significativo.

La ricerca assume come universo testuale di riferimento l’elenco dei testi spogliati dall’OVI (Istituto Opera del Vocabolario Italiano, 2318 testi per 23.173.538 occorrenze, ultimo aggiornamento in data 04.08.2015). Saranno invece almeno per ora esclusi – per motivi evidenti di tempo-costi – sia la Divina Commedia sia i Rerum Vulgarium Fragmenta.

Ogni titolo poetico presente nell’elenco dell’OVI sarà oggetto della seguente procedura di ricerca:

 

a) il reperimento e la lettura diretta della versione cartacea citata dall’OVI;

b) la compilazione di una Scheda-filologica, costituita da una parte descrittiva (bibliografica) e da una parte valutativa, mirante a definire l’attendibilità dell’edizione (in base alla sua data, alla rinomanza dell’Editore, al giudizio della comunità scientifica di riferimento, etc.). Questa parte della ricerca si potrà giovare dell’esperienza già compiuta dall’Unità di Ricerca di Roma ‘Tor Vergata’, coordinata dal Prof.re Raul Mordenti nell’ambito del progetto PRIN 2010/2011 “Poetry of memory, memory of the poetry. Word and theme occurrences in inscriptions and in the literary system” (coordinatore nazionale Prof.re Paolo Mastandrea), e del lavoro di una ferrata équipe di giovani studiosi addestrata nel corso di quella ricerca (cfr. Allegato 1); deriva da qui la richiesta di attivare n.3 borse di collaborazione. In particolare sono stati già avviati lavori preparatori che hanno prodotto un database dedicato agli autori di componimenti brevi attivi nel XIV secolo, in fase di aggiornamento (cfr. Allegato? Se volete inseriamo in allegato la lista di autori composta). Questa circostanza felice ci permette peraltro di ridurre al minimo la richiesta per il materiale inventariabile (computer) potendo noi utilizzare quanto già comprato per quel PRIN;

c) l’individuazione della (eventuale) presenza del testo in formato digitale nel web, e la produzione di una Scheda-informatica, contenente informazioni su: sistemi operativi e software applicativi utilizzati, consistenza, trasportabilità, sistemi di marcatura, presenza di vincoli o limiti alla fruizione, etc. Anche questa parte può giovarsi di un consistente lavoro pregresso svolto dal dott.re Femminini per la sua tesi di Laurea (un informatico della nostra Università, membro del gruppo di ricerca: cfr. Allegato 2);

d) la produzione di una versione digitale meccanica (realizzata quindi tramite scanner) dei testi a partire dalla edizione prescelta (che sarà accompagnata dalle due Schede metatestuali di cui ai punti b e c);

e) l’implementazione di un database digitale che – anche sulla base delle Schede-informatiche relative ai nostri testi – cataloghi i testi elettronici della LIPPS presenti nella rete, e funzioni come un semplice motore di ricerca (cfr. Allegato 2);

f) la messa online, nel sito dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’, del motore di ricerca e dei testi prodotti, completi di schede.

 

Objectives and Expected Results of the Research Programme (to 3000 characters)

 

Obiettivo della ricerca è affrontare (non certo risolvere) i due problemi esposti in apertura: (1) the philological quality or reliability of texts available on line and (2) the possibility of an informed choice in a wide range of texts available on line.

Il progetto di ricerca (sostituire con il TITOLO) propone di realizzare (1) una biblioteca testuale filologicamente attendibile ed estesa tendenzialmente a tutti i testi poetici del periodo considerato (molti dei quali sono esclusi a tutt’oggi dalla digitalizzazione); (2) un database, interrogabile per titolo o per Autore, che consentirà all’u­ten­te-navigatore di internet di visualizzare, tramite le Schede, le caratteristiche sia filologiche che informatiche di ciascun testo, dunque di poter scegliere quello corrispondente alla sue esigenze, immediatamente raggiungibile tramite un comodo link.

La disseminazione e valorizzazione dei risultati attesi sarà favorita dall’implementazione nel sito dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’ del motore di ricerca, nonché dall’opportunità di produrre seminari aperti a tutti gli studenti e al personale docente dell’Ateneo sulle metodologie informatiche applicate negli studi letterari e utilizzate, nello specifico, per il progetto di ricerca.

Il progetto di ricerca che presentiamo si candida a diventare uno strumento di consultazione e di ricerca indispensabile per tutti coloro che, rivolgendosi dal mondo intero alla lettura dei testi letterari italiani del Due-Trecento, sono costretti attualmente a navigare nel mare magnum del web privi di bussole (dunque di strumenti di indicizzazione).

Si prevede, in applicazione dell’esigenza “Consolidate the Foundations”, l’accesso gratuito per motivi di studio, anche in applicazione della “Dichiarazione di Berlino” sull’Open access e della successiva “Dichiarazione di Messina” (del 2004, sottoscritta dalla nostra Università).

 


Recensione al Libro di Bertoni su “doppiozero”

Qui sotto il link alla recensione del libro di Federico Bertoni Universitaly. La cultura in scatola (Laterza, 2016, pp.139, € 15,00). Buona lettura della recensione, ma soprattutto del libro!

http://www.doppiozero.com/materiali/come-distruggere-luniversita-0


Ricordando Paolo Rossi (a cinquanta anni dalla sua morte)

Facoltà di Lettere della “Sapienza”, aula I, 27 aprile 2016.

Intervento di Raul Mordenti

 

È stato detto che il ’68 a Roma comincia con l’occupazione per l’assassinio di Paolo Rossi, ed è assolutamente vero. Fra quella prima occupazione e il movimento del ’68 ci sono molti elementi di analogia, ma anche un elemento decisivo di differenza.

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Filologia digitale: problemi e prospettive – 6 giugno 2014

Tavola rotonda

Venerdì 6 giugno 2014

Roma, Palazzo Corsini, Via della Lungara 10

 Fino alle ore 10 è possibile l’accesso da Lungotevere della Farnesina, 10

Rappresenta ormai un risultato consolidato nelle discipline umanistiche che la macchina informatica oltre a consentire uno straordinario incremento dell’accessibilità ai testi possa favorire la gestione di alcuni nodi problematici delle procedure tradizionali (non per caso nodi soprattutto “quantitativi”: indici, concordanze, rimarii, ricerca automatica di occorrenze, etc.).

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Informatica e critica dei testi

L'altra critica

Informatica e Critica dei Testi, di Raul Mordenti

Informatica e critica dei testi è un libro dal fascino disarmante sia per il contenuto sia per lo stile chiaro, semplice, elegante, con il quale Raul Mordenti analizza il rapporto critica testuale/informatica.

Il computer è soltanto una macchina che velocizza i lavori meccanici oppure genera dei problemi inediti? È a partire da questa domanda che hanno inizio le riflessioni dell’autore sul concetto di testo rispetto sia al paradigma gutemberghiano sia al paradigma informatico. Il testo ultimo, perfetto, fisso (conquista della tradizionale filologia) è in realtà la formula, ormai comune, introdotta quattro secoli fa dall’invenzione della stampa: in realtà il manoscritto era tutt’altro che fisso ed immobile.

Con la metodologia informatica la trascrizione del manoscritto torna ad essere il momento fondamentale per lo studioso; essa sposta l’attenzione sul testo in quanto tale e sulla codifica. Quest’ultima è essenziale sia perché la macchina legge le informazioni secondo il suo linguaggio sia perché permette di scomporre il testo in elementi discreti evitando ridondanze e ambiguità. Codificare significa scegliere quali informazioni inserire e quali scartare nella propria procedura di ricerca: la codifica è un atto interpretativo che presuppone da parte dello studioso un rigore intellettuale ed una coscienza teorica forti.

L’informatica, sottolinea Mordenti, è un vero e proprio metodo in cui il testo diventa un luogo di elaborazione e di produzione interattiva, riproponendo le due fasi caratteristiche dell’antico scriptorium: la conservazione e la riscrittura.

(Simona Casciano)


“Boccaccio e Belli” in Testo e Senso

[PDF completo dell’intervento di Raul Mordenti pubblicato su TestoeSenso.it N° 14 (2013)]

Abstracts
Il saggio (derivato da un intervento orale nel ciclo per le celebrazioni dei centocinquanta anni dalla morte di Belli) propone di trovare un’analogia non superficiale fra i due Autori, Boccaccio e Belli, nel fatto che entrambi violano l’interdetto fondativo della letteratura italiana (o della sua linea prevalente, quella petrarchesca); tale interdetto consiste nella rimozione del corpo. È questo che fa dei due gli Autori proibiti per antonomasia della nostra tradizione culturale. L’argomento è sostenuto da una lettura sinottica di due versioni della novella di Griselda: il testo di Boccaccio ( Decameron X,10) e la traduzione in latino che ne fece Francesco Petrarca. I riferimenti alla corporeità (e alla corporeità femminile in particolare), presenti costitutivamente in Boccaccio, sono rimossi o rovesciati, provocando anche singolari equivoci nella comprensione del testo (altro…)