Archive for Personalia

“Boccaccio e Belli” in Testo e Senso

[PDF completo dell’intervento di Raul Mordenti pubblicato su TestoeSenso.it N° 14 (2013)]

Abstracts
Il saggio (derivato da un intervento orale nel ciclo per le celebrazioni dei centocinquanta anni dalla morte di Belli) propone di trovare un’analogia non superficiale fra i due Autori, Boccaccio e Belli, nel fatto che entrambi violano l’interdetto fondativo della letteratura italiana (o della sua linea prevalente, quella petrarchesca); tale interdetto consiste nella rimozione del corpo. È questo che fa dei due gli Autori proibiti per antonomasia della nostra tradizione culturale. L’argomento è sostenuto da una lettura sinottica di due versioni della novella di Griselda: il testo di Boccaccio ( Decameron X,10) e la traduzione in latino che ne fece Francesco Petrarca. I riferimenti alla corporeità (e alla corporeità femminile in particolare), presenti costitutivamente in Boccaccio, sono rimossi o rovesciati, provocando anche singolari equivoci nella comprensione del testo (altro…)


Walter Binni e lo storicismo (nel centenario della nascita di Walter Binni)

[in corso di stampa per la Fondazione Binni, intervento completo disponibile in pdf]

Raul Mordenti

Sulla concezione binniana di poetica

[1. A partire da un appunto di Binni ]

[2. Fra due maestri]

[3. La storia e i conti con Croce]

[4. La poetica (e le sue definizioni binniane)]

[5. La poetica come sintesi]

[dedico questo intervento alla memoria di Umberto “Paci” Carpi, che avrebbe dovuto svolgere in questo nostro incontro una vera relazione introduttiva, e che avrebbe trattato anche del cruciale tema della poetica tanto meglio di quanto io non possa e sappia fare]

 

[1. A partire da un appunto di Binni ]

Nei due ultimi fogli di appunti ritrovati da Lanfranco Binni sulla scrivania dopo la morte del padre e intitolati Quasi una biografia, Walter Binni mette in rapporto la sua “critica poetante” (CITO: “pur lontano come sono da modi estetizzanti o neoestetizzanti”, scrive) con le emozioni che gli hanno fatto da “sorgente”; la poesia e la letteratura, certo, e però non solo queste: […]


Presentazione Libro di Pandimiglio all’ISIME

Ringraziamento

Il mio intervento, che in verità non era contemplato nel progetto seminariale di questo incontro fra esperti medievisti, sarà solo di ringraziamento.

Ringraziamento anzitutto all’ISIME e al suo Presidente, Massimo Miglio, il quale non solo ospita questa presentazione ma l’ha voluta fin dall’inizio.

Ringraziamento a Giulia Barone e Nello Pollica, colleghi ed amici di lunga data, che hanno fornito la loro disponibilità, e anzi l’hanno reiterata generosamente una seconda volta, nonostante le circostanze che impedirono nel recente passato questa presentazione.

Ringraziamento alla casa editrice Storia e Letteratura che, nuotando controcorrente (cioè contro le note, terribili difficoltà che attanagliano l’editoria italiana, e tanto più quella di alta qualità culturale), mantiene viva la collana “La memoria familiare”, voluta tanti anni or sono da Gabriele De Rosa (ma su lui, e gli altri promotori e protettori della nostra comune ricerca tornerò fra poco). Nonostante tutte le difficoltà, la collana “La memoria familiare” dedicata ai libri di famiglia giunge ora al suo sesto volume; temo proprio che nessuno di questi libri sarà un best seller, e però oso dire che tutti fanno onore alla qualità sempre splendida della casa editrice fondata da don Giuseppe De Luca e salvata da Federico Codignola: ai due volumi di definizione del fenomeno si sono aggiunti poi quelli dedicati alla pubblicazione filologicamente ineccepibile di due libri di famiglia inediti (i Martelli e i Citone) e ora Leonida Pandimiglio affronta, in modo che credo resterà definitivo, il cuore storico della nostra questione, cioè il libro di famiglia fiorentino, la sua origine, la sua motivazione, la sua evoluzione nei secoli (altro…)


L’altra critica

La nuova critica della letteratura tra studi culturali, didattica e informatica

L’ultima pubblicazione di Raul Mordenti

L'altra critica

L’altra critica, di Raul Mordenti

La critica letteraria non è sempre esistita e non esisterà per sempre. In questo libro si ricostruiscono le circostanze – culturali, sociali, epistemologiche – che consentirono l’instaurarsi storico della critica letteraria (quale noi l’abbiamo conosciuta) e del concetto stesso di letteratura. In quella fondazione (forse solo ora ci è chiaro) vivevano già i limiti invalicabili della ragione borghese e, prima ancora, quelli della divisione del lavoro e dell’antropologia signorile che su di essa si fonda e che da essa è giustifi cata e ribadita. Così la crisi attuale (o la fine) della letteratura e della critica letteraria quali noi le abbiamo intese deve essere messa in rapporto con una situazione storico-sociale (e culturale) del tutto inedita, caratterizzata dal trionfo del capitalismo reale su scala globale e però al tempo stesso anche dalla sua interna irresolubile crisi. La cultura di questo assetto catastrofi co è la nuova retorica pervasiva e totalitaria dei mass-media (e più precisamente del discorso pubblicitario), è la comunicazione senza informazione e contenuto, è ciò che l’Autore definisce (sulla scorta di Steiner) “la cultura del berlusconismo”, intrinsecamente opposta al discorso critico ed anzi incompatibile, per sua stessa natura, con ogni critica. Se questa crisi reca con sé il rischio realissimo di una perdita secca di testualità e di senso, essa tuttavia contiene in sé (come tutte le crisi) anche altre possibilità liberatorie, che questo libro cerca di indagare. È, ad esempio, la proposta dei Cultural studies (qui riletti attraverso Gramsci); è la proposta di “un’altra critica” impegnata a ricostruire una benjaminiana “tradizione degli oppressi”; è – in sostanza – l’assunzione dell’Alterità come il più produttivo dei fattori conoscitivi: Alterità sociale, etnica, culturale, ma anche Alterità fra le generazioni, ciò che fa della Scuola e dell’Università (non per caso fatte oggetto di un processo di “distruzione capitalistica”) il luogo cruciale dello scontro e dell’impegno.

Indice


Appello

Appello ai Docenti e Lavoratori dell’Università di Roma “Tor Vergata”

Vota e fai votare Raul Mordenti candidato di Rifondazione Comunista al VII Collegio del Senato

Cara/o amica/o e Collega,

molti di noi conoscono il prof. Raul Mordenti, della Facoltà di Lettere, fino dal ’68 e dalla sua militanza nel Movimento studentesco; altri di noi l’hanno invece conosciuto e apprezzato più tardi, come Collega impegnato nella didattica e nella ricerca, quando è stato chiamato nella nostra Università a insegnare “Storia della critica letteraria” nell’a.a. 1993-94; altri, infine, l’hanno conosciuto nel corso delle importanti mobilitazioni che hanno unito molti di noi (pure di orientamenti politici ed ideali diversi) nella mobilitazione contro la guerra in Kossovo.

Non crediamo ci faccia velo l’amicizia personale che ci lega a Raul, se pensiamo che il Collega Mordenti porterebbe in Senato un impegno intransigente di antifascista (altro…)