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Intervista a Raul Mordenti: “La grande rimozione: il ’68-’77 frammenti di una storia impossibile”


A Cento anni dalla rivoluzione d’Ottobre – Raul Mordenti


Intervista a Raul Mordenti


A trent’anni dall’89

(Intervento al Convegno Futura Umanità- Dipartimento di Filosofia della “Sapienza”, 7-2-20)

Concentrerò il mio intervento su un problema specifico, la narrazione che è stata fatta dell’89 da parte del pensiero unico dominante, un aspetto più importante di quanto potrebbe sembrare, perché la narrazione significa uso politico, gestione dell’immaginario e del senso comune delle masse, e i nostri avversari sono stati capaci di usare la loro narrazione dell’89 contro il movimento operaio, non solo contro i comunisti. (altro…)


La geografia mentale del lungo ’68: internazionalismo, antimperialismo, antiautoritarismo

 

  1. Care compagne e cari compagni, poiché mi è toccato – del tutto casualmente – il primo intervento, credo di non poter fare a meno di affrontare un problema che aleggia su tutti noi, cioè la contraddizione che mi sembra esistere fra l’oggetto della nostra riflessione, il movimento del ’68, e lo strumento che usiamo per compiere una tale riflessione, un convegno di studi. C’è forse qualcosa di rituale, di compiaciuto, di celebrativo che è intrinseco alla stessa forma-convegno (tanto più se affidato a vecchi reduci come siamo molti di noi), ma tutto ciò è contraddittorio con l’oggetto della nostra riflessione che è il ’68, il lungo ’68, cioè un decennio di lotte.

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Ci si può affidare ai piromani per spengere un incendio?

Appena si sono profilate all’orizzonte le elezioni è tornato ad allietarci l’insopportabile mantra “sennòvincesalvini”. Ha battuto tutti sul tempo Macaluso, sul “Manifesto” del 10 agosto: “Ora nessuno indebolisca il centro-sinistra!”, ci hanno spiegato,“sennòvincesalvini”. (altro…)


La catastrofe e il che fare

                                            “Humanas actiones non ridere, non lugere,
neque detestari,  sed intelligere 
(Baruch Spinoza)

Sommario:

  1. I veri termini del problema che abbiamo di fronte: la fine della democrazia in Italia. 1
  2. La fine del movimento operaio. 1
  3. La fine dei partiti. 2
  4. Come è stato distrutto il movimento operaio. 2
  5. Come sono stati distrutti (o si sono auto-distrutti) i partiti, a cominciare dal nostro. 3
  6. Le leggi elettorali maggioritarie momento decisivo della distruzione della democrazia costituzionale. 4
  7. Hanno fatto un deserto, e l’hanno chiamato “fuoruscita dal Novecento”. 5
  8. Tolti il movimento operaio e la democrazia restano due cose “la pancia” e il potere assoluto dei media. 5
  9. La vicenda delle elezioni europee. 6
  10. Coniugare il “Tutti a casa!” con la necessità di non disperdere niente delle nostre forze: ricostruire il terreno per ricostruire la casa. 7
  11. Che fare? Tre cose, e tre cose soltanto, ma con tutte le nostre energie e subito. 7

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Dopo le elezioni 9-6-19 (intervento impedito all’assemblea della Sinistra)

Intervento (mancato) di Raul Mordenti

(Roma, Teatro dei Servi, 9 giugno 2019)

Ho molto apprezzato che la quasi totalità degli interventi che mi hanno preceduto abbiano cercato di ragionare sulle ragioni profonde, e anche lontane, della sconfitta che abbiamo subìto alle elezioni europee. (altro…)


Il Governo salmone

Credo che vada raccolto l’appello accorato di Renzo Ulivieri, un grande uomo e un grande allenatore di calcio (dunque attualmente senza squadra) a non chiamare il Governo che attualmente ci allieta “Governo giallo-rosso”. (altro…)


E moh, Calenda?

L’ondata di giubilo che ha attraversato il paese per il parto del Contebis è stata turbata da un cruccio: “E moh, che fa Calenda?”. Questa la domanda che turba le notti italiane di fine estate. No, Calenda non è d’accordo. Si è iscritto da poco al PD, ma minacciando subito di lasciarlo, e già quella minaccia seminò il panico. Ora, da parlamentare europeo del PD in calzoncini corti, il gemello cicciotello di Renzi dichiara a stampa e Tv unificate che lui no, non è d’accordo. Ora la domanda “E moh, che fa Calenda?” sarebbe meno drammatica se non fosse preceduta da un’altra domanda ancora più diffusa e inquietante: “Ma chicazzè Calenda?”, che ha fatto costui nella sua giovane vita, da dove viene, chi o che cosa rappresenta? Ah, saperlo, saperlo! (altro…)