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La scuola, ovvero il luogo della lotta di classe “dall’alto”

Relazione al Convegno nazionale “Appello per la Scuola pubblica”, organizzato dall’Associazione Nazionale per la Scuola della Repubblica, presso il Liceo “T.Tasso” di Roma, il 16-10-18

1. Warren Buffett il terzo, o il quarto, uomo più ricco al mondo, ha dichiarato: “La lotta di classe esiste, e la mia classe l’ha vinta.”               Scriveva, nel 2011, Domenico Mauceri (un italo-americano docente universitario in California) commentando questa affermazione:

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Lettera aperta a un mio caro amico, e compagno, che pensa di votare PD

Caro (cara), come sai esiste per ciascuno di noi un fatto, magari minore, che funziona però come la fatidica goccia che fa traboccare il vaso, cioè che rende impossibile fare finta di niente, che rende impossibile non fare niente. E siccome ci hanno tagliato la lingua (cioè l’accesso ai mass media e a qualsivoglia giornale) posso solo scriverti personalmente, caro amico, così mi distraggo un po’. Per me il fatto che mi ha portato a dire che la misura è colma è stato che i bambini leucemici venezuelani non potranno più essere curati in Italia (e ben 600 avevano ricevuto da noi cure decisive per la loro vita), e questo per obbedienza all’embargo deciso da Trump e condiviso dall’Europa. Così d’ora in poi quei bambini moriranno, mentre avrebbero potuto essere curati e salvati.

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Indice ALF

E’ ora possibile consultare l’indice ALF in formato PDF.

 

 

ALF indice


Rivoluzione e Democrazia

PRC Firenze, 4 novembre 2017-11-01

 

1. Parlando dell’Ottobre noi stiamo in realtà parlando di una narrazione, una narrazione e un immaginario che hanno sostituito con la loro potenza il fatto, e che hanno contato enormemente nella vita e nella storia del movimento operaio.

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Walter Binni e lo storicismo (nel centenario della nascita di Walter Binni)

[in corso di stampa per la Fondazione Binni, intervento completo disponibile in pdf]

Raul Mordenti

Sulla concezione binniana di poetica

[1. A partire da un appunto di Binni ]

[2. Fra due maestri]

[3. La storia e i conti con Croce]

[4. La poetica (e le sue definizioni binniane)]

[5. La poetica come sintesi]

[dedico questo intervento alla memoria di Umberto “Paci” Carpi, che avrebbe dovuto svolgere in questo nostro incontro una vera relazione introduttiva, e che avrebbe trattato anche del cruciale tema della poetica tanto meglio di quanto io non possa e sappia fare]

 

[1. A partire da un appunto di Binni ]

Nei due ultimi fogli di appunti ritrovati da Lanfranco Binni sulla scrivania dopo la morte del padre e intitolati Quasi una biografia, Walter Binni mette in rapporto la sua “critica poetante” (CITO: “pur lontano come sono da modi estetizzanti o neoestetizzanti”, scrive) con le emozioni che gli hanno fatto da “sorgente”; la poesia e la letteratura, certo, e però non solo queste: […]


“Il canto decimo dell’Inferno” di Antonio Gramsci

(Seminario dell’IGS-Italia sul Quaderno 4, Roma, 8 marzo 2013)

L’intervento completo a cura di Raul Mordenti è disponibile in pdf

1. Una “lunga fedeltà” a Dante
Nella prima lettera scritta da Gramsci dopo l’arresto (alla sua padrona di casa Clara Passarge) e mai pervenuta perché trattenuta dalla censura carceraria, Gramsci chiedeva di ricevere in prigione due libri di sua proprietà (specificando dove essi si trovassero in casa): una grammatica tedesca1 e il Breviario di linguistica scritto dal suo maestro universitario di Glottologia (il suo unico trenta e lode) Giulio Bartoli, assieme al filologo Giulio Bertoni; egli aggiungeva infine in questa primissima lettera la richiesta di ricevere un terzo libro, questo però non di sua proprietà ma da acquistarsi per lui:
(…) 3° gratissimo le sarei [e ci sembra quasi di sentire qui il suo accento sardo, con l’anticipazione del predicato nominale rispetto al verbo NdR] se mi inviasse una Divina Commedia di pochi soldi, perché il mio testo lo avevo imprestato. (LC, p. 3)
Dunque la Divina Commedia è un libro (si noti: l’unico libro) di cui Gramsci sembra non poter fare a meno, al punto da rivolgersi (lui così riservato e pieno di complimenti) a una semi-estranea chiedendole senz’altro di comprarlo per lui. Si noti ancora: per Gramsci non conta qui l’edizione, conta solo che sia una Divina Commedia e che egli possa tenerla con sé e leggerla, anche in carcere. (altro…)