Padellaro, la truffa del “rosatellum” e gli specchietti per le allodole

Benché sia mosso dalle migliori intenzioni questo mondo, Antonio Padellaro spiega come accetterà di abboccare all’amo del “rosatellum” e – quel che è peggio – invita i suoi lettori a farlo.

Nell’articolo pubblicato da “Il fatto” il 14 dicembre, intitolato Vi dico come voterò all’uninominale, Padellaro insiste infatti sui profili personali dei candidati nei collegi uninominali e sulla necessità di verificarne la moralità e l’affidabilità; essenzialmente su questa base personale, egli scrive, voterà o non voterà.

Ma questo ragionamento potrebbe semmai valere nel caso di un voto disgiunto, cioè se esistesse la possibilità di votare un persona nell’uninominale (che vale per un terzo dei seggi e dove vige il maggioritario secco, cioè prende il seggio chi ha più voti) e, separatamente da questo, votare poi la lista che si preferisce nella parte proporzionale (che vale per due terzi dei seggi). Il ragionamento di Padellaro è invece del tutto sbagliato e addirittura insensato sulla base delle regole del “rosatellum”; questa legge elettorale infatti impedisce di separare il voto per il collegio uninominale dal voto per la parte proporzionale. In altre parole: se si vota per Tizio (per ipotesi una brava persona) per farlo vincere nell’uninominale, si vota anche (automaticamente e necessariamente) per Caio e per Sempronio, cioè per i candidati della lista o delle liste collegate a Tizio nella parte proporzionale (per ipotesi dei mascalzoni); infatti col “rosatellum” se si esprimesse un voto disgiunto (cioè se si votasse Tizio per l’uninominale e una lista diversa dalla sua per la parte proporzionale) la scheda verrebbe semplicemente annullata e il voto andrebbe perduto.

Questa vera e propria vergogna, che non ha alcun corrispettivo al mondo, è stata voluta e anzi imposta dai partiti del “rosatellum” (non dimentichiamoli mai: Pd, Forza Italia, centristi e Lega) appunto per costringere a votare per loro, che si ritenevano i più grossi, insomma per ricattare l’elettore dicendogli: “Se tu non voterai per il mio candidato nell’uninominale, allora bada che farai vincere … i cattivi”. Poi, impedendo il voto disgiunto, questi furbastri contano di utilizzare i voti ricevuti nell’uninominale per fare eleggere anche nella parte proporzionale i candidati scelti da loro (non esistono infatti nel “rosatellum” le preferenze). Si commenta da solo il fatto che il Pd prima fa con la Lega e Berlusconi una legge elettorale per fregare gli elettori alla sua sinistra e poi si appella agli elettori alla sua sinistra per non essere sconfitto da Berlusconi e dalla Lega.

Dunque le ipotetiche brave persone eventualmente candidate nell’uninominale saranno solo specchietti per le allodole: come può il bravo Padellaro non rendersene conto?

Fuori di metafora: per questa legge-vergogna potrebbe accadere che se un compagno votasse per una brava persona (ve ne sono ancora) candidata dal Pd nella parte uninominale, magari per impedire la vittoria di un “cattivo” di Forza Italia e della Lega o di un cattivissimo dei 5 Stelle, il suo voto verrà poi utilizzato per eleggere nella parte proporzionale qualcuno scelto dalla segreteria del Pd o addirittura per eleggere i candidati di qualche lista in coalizione col Pd, insomma per eleggere persone poco raccomandabili o, comunque, assai lontane dagli orientamenti dell’ingenuo compagno elettore, come Cicchitto o Lorenzin o Verdini. Chiaro?

Quale è la soluzione possibile per uscire da questa vera e propria trappola truffaldina denominata “rosatellum”? La via è una sola: votare secondo coscienza e secondo le proprie opinioni nella parte proporzionale e semplicemente fregarsene (tranne rarissime eccezioni) di chi vincerà nella parte uninominale, in cui peraltro le possibilità dei candidati della sinistra sono davvero poche, poiché il potere di coalizione di Berlusconi e della destra è enormemente maggiore (anche per questa furbata dobbiamo ringraziare il Pd e la sua geniale legge elettorale, fatta approvare con la fiducia!).

Ricordiamoci sempre, a questo proposito, che la parte proporzionale elegge comunque i due terzi dei parlamentari, e quella uninominale solo un terzo.

Dunque di fatto noi potremo votare solo per eleggere dentro questi due terzi i nostri deputati e i nostri senatori. In attesa che, con calma e dopo il voto, la Corte costituzionale definisca ancora una volta incostituzionale la legge elettorale con cui nel frattempo avremo votato.

Insomma: il danno che subiamo in quanto elettori sarà poter votare solo per due terzi del Parlamento, non aggiungiamo a questo danno anche la beffa di cadere nella loro trappola regalandogli anche il voto per la parte proporzionale come accadrebbe se votassimo per il loro candidati (brave persone che siano o no) nella parte uninominale.

Certo, tutto ciò è molto complicato e difficile da capire e da spiegare (e anche la confusione è intenzionale e fa parte della manovra anticostituzionale che si chiama “rosatellum”), ma prima cominciamo a capire e spiegare questi meccanismi e meglio sarà per la democrazia italiana, per la lotta di classe e per la Costituzione.

 

Raul Mordenti


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