Walter Binni e lo storicismo (nel centenario della nascita di Walter Binni)

[in corso di stampa per la Fondazione Binni, intervento completo disponibile in pdf]

Raul Mordenti

Sulla concezione binniana di poetica

[1. A partire da un appunto di Binni ]

[2. Fra due maestri]

[3. La storia e i conti con Croce]

[4. La poetica (e le sue definizioni binniane)]

[5. La poetica come sintesi]

[dedico questo intervento alla memoria di Umberto “Paci” Carpi, che avrebbe dovuto svolgere in questo nostro incontro una vera relazione introduttiva, e che avrebbe trattato anche del cruciale tema della poetica tanto meglio di quanto io non possa e sappia fare]

 

[1. A partire da un appunto di Binni ]

Nei due ultimi fogli di appunti ritrovati da Lanfranco Binni sulla scrivania dopo la morte del padre e intitolati Quasi una biografia, Walter Binni mette in rapporto la sua “critica poetante” (CITO: “pur lontano come sono da modi estetizzanti o neoestetizzanti”, scrive) con le emozioni che gli hanno fatto da “sorgente”; la poesia e la letteratura, certo, e però non solo queste: […]


(VIDEO) Raul Mordenti: Togliatti e la Costituzione

Togliatti e la sua concezione della rivoluzione

Il testo dell’intervento è reperibile qui

(Intervento al Convegno “Togliatti e la Costituzione” dell’Associazione “Futura Umanità”, Roma, Teatro dei Servi, 8-11-13, video originale sul sito Libera.tv)


Raul Mordenti: Togliatti e la costituzione

Togliatti e la sua concezione della rivoluzione

(VIDEO dell’intervento al Convegno “Togliatti e la Costituzione” dell’Associazione “Futura Umanità”, Roma, Teatro dei Servi, 8-11-13)

Questo breve intervento è essenzialmente un pro-memoria, cioè vorrebbe argomentare intorno all’esistenza di un’idea togliattiana di rivoluzione, che vi fu, che fu operante e determinante e che però, stranamente, – anche di questa stranezza si dovrebbero indagare le ragioni – non compare affatto in quanto tale nel dibattito politico dei comunisti.

Dico subito che per questa riflessione pro-memoria mi gioverò essenzialmente della elaborazione di Franco Rodano, una grande figura di comunista e di rivoluzionario anch’essa colpevolmente assente nella nostra riflessione (dopo la morte di Vittorio Tranqulli, fa ora eccezione solo il gruppo raccolto intorno alla rivista on line di Raffaele D’Agata “il partito nuovo”): anche di Rodano, a trent’anni esatti dalla sua morte, vorrei in tal modo cominciare a riproporre la memoria e soprattutto, con un’espressione che gli fu cara, “la lezione”.

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Presentazione Libro di Pandimiglio all’ISIME

Ringraziamento

Il mio intervento, che in verità non era contemplato nel progetto seminariale di questo incontro fra esperti medievisti, sarà solo di ringraziamento.

Ringraziamento anzitutto all’ISIME e al suo Presidente, Massimo Miglio, il quale non solo ospita questa presentazione ma l’ha voluta fin dall’inizio.

Ringraziamento a Giulia Barone e Nello Pollica, colleghi ed amici di lunga data, che hanno fornito la loro disponibilità, e anzi l’hanno reiterata generosamente una seconda volta, nonostante le circostanze che impedirono nel recente passato questa presentazione.

Ringraziamento alla casa editrice Storia e Letteratura che, nuotando controcorrente (cioè contro le note, terribili difficoltà che attanagliano l’editoria italiana, e tanto più quella di alta qualità culturale), mantiene viva la collana “La memoria familiare”, voluta tanti anni or sono da Gabriele De Rosa (ma su lui, e gli altri promotori e protettori della nostra comune ricerca tornerò fra poco). Nonostante tutte le difficoltà, la collana “La memoria familiare” dedicata ai libri di famiglia giunge ora al suo sesto volume; temo proprio che nessuno di questi libri sarà un best seller, e però oso dire che tutti fanno onore alla qualità sempre splendida della casa editrice fondata da don Giuseppe De Luca e salvata da Federico Codignola: ai due volumi di definizione del fenomeno si sono aggiunti poi quelli dedicati alla pubblicazione filologicamente ineccepibile di due libri di famiglia inediti (i Martelli e i Citone) e ora Leonida Pandimiglio affronta, in modo che credo resterà definitivo, il cuore storico della nostra questione, cioè il libro di famiglia fiorentino, la sua origine, la sua motivazione, la sua evoluzione nei secoli (altro…)


Varie e recensioni

1) Il contributo delle scuole popolari, in “Impegno sindacale”, a.X (1975), numero speciale, Le 150 ore a Roma, pp. 83-89.

2) Appunti per una storia dell’Intesa universitaria e una interpretazione del suo scioglimento, in * I cristiani nella sinistra. Dalla resistenza a oggi, Roma, Coines, 1976, pp. 147-183.

3) Esperienze di riappropriazione, in “Percorsi”, a.I, n.1 (maggio 1979), pp. 42-44.

4) Un museo senza storia, un paese senza gente. I ‘punti di vista’ della poesia di Zanier, in “Quotidiano dei Lavoratori”, a.VII, n. 32 (21 novembre 1980), p. 22.

5) Una sirena, un’eco…. Adso da Melk, chi era costui?, in “Quotidiano dei Lavoratori”, a.VII, n.32 (19 dicembre 1980), p.27 (cfr. infra punto f.17).

6) La rivincita degli AA.VV., in “Spaziosport”, a.I, n.1 (aprile 1982), pp. 20-22 (altro…)


Letteratura e politica culturale del movimento operaio

1) Appunti sul Togliatti di Giuseppe Vacca, in “Il Ponte”, a. XXXIV, n. 9 (settembre 1978), pp. 1006-1025.

2) Introduzione e curatela di: A. Servadei, Memorie di un barbiere di Trastevere (1875-1948), a cura di R. Mordenti, Prefazione di L. Lombardo Radice, Fotografie di A. Mordenti, Roma, Ciclimprop-Coneditor, 1982, pp.ix-xviii.

3) Su alcuni problemi di metodologia della ricerca, in “Materiali di lavoro. Rivista di studi storici”, nuova serie, nn.1-2 (1987), pp. 151-156.

4) Per un Archivio della scrittura popolare, in “LdF Bollettino della ricerca sui libri di famiglia”, a.I, n.0, (1988), pp. 36-37.

5) La scheda per la segnalazione del materiale, in “Materiali di lavoro. Rivista di studi storici”, nuova serie, nn.1-2-3-4 (1988), pp. 248-256.

6) Pietro Mandrè il “poeta proletario” (1858-1938), in “Quaderni di storie e storia”, 1989, pp. 3-41 (in collaborazione con C.F. Casula) (altro…)


Teoria della letteratura, semiotica e didattica

1) Didattica della storia e 150 ore, in “Riforma della scuola”, a. XXII, n.12 (dicembre 1976), pp. 60-61 (in collaborazione con D. Singer).

2) Sulla letteratura come materia di insegnamento, in “Scuolanotizie”, a.XII (dicembre 1979), pp. 16-21.

3) Il rettangolo della letteratura poggia su un circolo vizioso, in “Rossoscuola”, a.V, n.15 (gennaio-maggio 1983), pp. 8-9.

4) In fascia lo studente impara meglio, in “Rossoscuola”, a. V, n. 16 (giugno-settembre 1983), pp.14-15.

5) La fascia propedeutica: dati e considerazioni da un’inchiesta fra gli studenti, Roma, Dipartimento di Italianistica, 1983 (in collaborazione con S. Beltrami).

6) Come si fa una relazione, in “Bollettino CGIL. Dipartimento di organizzazione”, 9 (gennaio-marzo 1983), numero monografico Problemi della conduzione didattica dei corsi: la comunicazione, pp. 63-67 (altro…)


Critica e storiografia letteraria

1) I “libri di famiglia” (problemi di storiografia letteraria e metodologia della ricerca), Roma, MDR, 1983 (in collaborazione con Angelo Cicchetti).

2) La scrittura dei libri di famiglia, in Letteratura italiana, diretta da A. Asor Rosa, vol. III, Le forme del testo, t. II, La prosa, Torino, Einaudi, 1984, pp. 1117-1159 (in collaborazione con Angelo Cicchetti).

3) Il tempo dei libri di famiglia: la storia nel discorso, in “Quaderni di retorica e poetica”, 2, 1985, Le forme del diario, pp. 11-18.

4) I libri di famiglia in Italia, I, Filologia e storiografia letteraria, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1985 (in collaborazione con Angelo Cicchetti).

5) La testa nel testo. La novella di Lisabetta (Decameron, IV,5), in * Frammenti di corpi immaginati, a cura di A. Goldoni, Roma, Carucci, 1988, pp. 99-117.

6) Il racconto familiare fra epica e romanzo, in * Narrare percorsi possibili, a cura di M. Di Fazio, Ravenna, Longo, 1989, pp. 135-144 (altro…)


Storia della tradizione e critica del testo

1) Il Dialogo della mutatione di Bartolomeo Cerretani, in “FM Annali”, 1979, 2, pp. 7-69.

2) Le due censure: la collazione dei testi del Decameron “rassettati” daVincenzio Borghini e Lionardo Salviati, in * Le pouvoir et la plume. Incitation, contrôle et répression dans l’Italie du XVI.e siècle, Paris, C.I.R.R.I.-Université de la Sourbonne Nouvelle, 1982, pp. 253-273.

3) Per un’analisi dei testi censurati: strategia testuale e impianto ecdotico della “rassettatura” di Lionardo Salviati, in “FM Annali”, 1982, 1, pp. 7-51.

4) La Griselda della Controriforma italiana, in * La circolazione dei temi e degli intrecci narrativi: il caso Griselda, cura di Raffaele Morabito, L’Aquila, Japadre, 1985, pp. 64-75.

5) Proposte di norme editoriali per la collana “La memoria familiare”, in “LdF. Bollettino della ricerca sui libri di famiglia”, a.I, n.2-3 (maggio-dicembre 1989), pp. 5-61.

6) Proposte per la definizione di una scheda multidisciplinare di descrizione/segnalazione dei testi manoscritti, in “Movimento Operaio e Socialista”, a. XII nuova serie, n.1-2 (gennaio-agosto 1989), pp. 49-60 (altro…)


L’altra critica

La nuova critica della letteratura tra studi culturali, didattica e informatica

L’ultima pubblicazione di Raul Mordenti

L'altra critica

L’altra critica, di Raul Mordenti

La critica letteraria non è sempre esistita e non esisterà per sempre. In questo libro si ricostruiscono le circostanze – culturali, sociali, epistemologiche – che consentirono l’instaurarsi storico della critica letteraria (quale noi l’abbiamo conosciuta) e del concetto stesso di letteratura. In quella fondazione (forse solo ora ci è chiaro) vivevano già i limiti invalicabili della ragione borghese e, prima ancora, quelli della divisione del lavoro e dell’antropologia signorile che su di essa si fonda e che da essa è giustifi cata e ribadita. Così la crisi attuale (o la fine) della letteratura e della critica letteraria quali noi le abbiamo intese deve essere messa in rapporto con una situazione storico-sociale (e culturale) del tutto inedita, caratterizzata dal trionfo del capitalismo reale su scala globale e però al tempo stesso anche dalla sua interna irresolubile crisi. La cultura di questo assetto catastrofi co è la nuova retorica pervasiva e totalitaria dei mass-media (e più precisamente del discorso pubblicitario), è la comunicazione senza informazione e contenuto, è ciò che l’Autore definisce (sulla scorta di Steiner) “la cultura del berlusconismo”, intrinsecamente opposta al discorso critico ed anzi incompatibile, per sua stessa natura, con ogni critica. Se questa crisi reca con sé il rischio realissimo di una perdita secca di testualità e di senso, essa tuttavia contiene in sé (come tutte le crisi) anche altre possibilità liberatorie, che questo libro cerca di indagare. È, ad esempio, la proposta dei Cultural studies (qui riletti attraverso Gramsci); è la proposta di “un’altra critica” impegnata a ricostruire una benjaminiana “tradizione degli oppressi”; è – in sostanza – l’assunzione dell’Alterità come il più produttivo dei fattori conoscitivi: Alterità sociale, etnica, culturale, ma anche Alterità fra le generazioni, ciò che fa della Scuola e dell’Università (non per caso fatte oggetto di un processo di “distruzione capitalistica”) il luogo cruciale dello scontro e dell’impegno.

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