Archive for Raul Mordenti

Europa chi?

per “Transform Italia” 24 maggio 2025-05-22 VERSIONE PROVVISORIA LETTA

Seminario sul tema:

Intellettuali tra nostalgia occidentalista e movimento contro la guerra

Sinceri ringraziamenti a Transform/Italia non solo per l’invito oggi ma per tutto quello che ha fatto e fa, creando uno spazio di libertà, di unità e di dibattito mai come adesso prezioso. (altro…)

CAPIRE, RESISTERE, PROPORRE

Elezioni del 22 e legge elettorale (da Facebook)

di Raul Mordenti

Abbiamo fatto di più e meglio di quanto fosse possibile fare, eppure abbiamo subito una sconfitta più grave di quanto fosse possibile immaginare.

Cerchiamo allora di capire, capire anzitutto a quale “gioco” abbiamo perso. Questo “gioco” non si può più definire una libera competizione elettorale nelle forme democratiche della Costituzione. Dico questo per due ordini di motivi, uno che riguarda la legge elettorale e uno che riguarda le modalità attuali della politica. (altro…)

La proposta illiberale di chi non sa cosa sia l’antisemitismo

Raul Mordenti

La proposta illiberale di chi non sa cosa sia l’antisemitismo

Il senatore Maurizio Gasparri (il quale ha proposto di proibire per legge e punire le critiche a Israele e al sionismo considerandole anti-semitismo) dell’argomento anti-semitismo dovrebbe intendersene parecchio.

Egli infatti, prima di essere fulminato sulla via di Damasco/Arcore e di abbandonare il MSI-AN per Forza Italia, è stato per decenni esponente di spicco di un partito che aveva per segretario un redattore del giornale antisemita “La difesa della razza”, che rivendicava l’eredità della Repubblica di Salò, che annoverava fra i suoi dirigenti personaggi i quali agli ordini di Hitler avevano partecipato ai rastrellamenti e alle deportazioni degli ebrei italiani. Chi ha combattuto nei movimenti i giovani neofascisti negli anni ’60 e ’70 può testimoniare quanto antisemitismo ci fosse tra loro. (altro…)

Il compagno Ferrero e la Coccoina

Il compagno Ferrero ha prodotto un video a proposito del Congresso che merita di essere discusso.

Due mi sembrano gli argomenti principali: l’impegno a non operare una scissione e la promessa, in caso di sua vittoria, a riconoscere alla minoranza le presidenze del CPN e della CdG, impropriamente definite di “garanzia”.

Già questo secondo argomento è inquietante, perché presuppone che la corrente del compagno Ferrero duri in eterno, anche dopo il Congresso, e soprattutto perché dà per scontato che la scelta degli incarichi del Partito non sia frutto del libero dibattito negli organismi eletti ma spetti a una corrente, o al suo capo. (altro…)

A proposito di alcune critiche a papa Francesco in occasione della sua morte

in “Rifondazione Comunista” 5 maggio 2025

Penso che meriti una riflessione la presenza nel web di commenti negativi, violenti e anche volgari, riferiti a papa Francesco dopo la sua morte.

            Non ci sorprende (anzi in un certo senso ci fa piacere) che questi attacchi vengano dai cattolici reazionari e dai sostenitori della NATO e della guerra (si veda l’ineffabile Lucetta Scaraffia, che auspica dal nuovo papa un allineamento della Chiesa agli Stati Uniti e a Israele).

            Molti di questi attacchi sono stati occasionati da ciò che ha scritto su papa Francesco, in modo tempestivo e del tutto condivisibile, il nostro Segretario nazionale, Maurizio Acerbo, e – questo il fatto più grave che mi spinge a intervenire – alcuni di questi attacchi recano la firma di compagni/e anche iscritti/e al nostro Partito. (altro…)

All’armi! All’armi, siam occidentisti!

di Raul Mordenti

Se la classe dominante ha perduto il consenso, cioè non è più «dirigente», ma unicamente «dominante», detentrice della pura forza coercitiva, ciò appunto significa che le grandi masse si sono staccate dalle ideologie tradizionali, non credono più a ciò in cui prima credevano ecc. La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati. (A. Gramsci, Q3, § 34, p. 311) (altro…)

Tre lezioni che ci vengono dalla Francia

Tre lezioni che ci vengono dalla Francia

Pubblicato il 15 lug 2024 su www.rifondazione.it

di Raul Mordenti*

 

Ci sono tre aspetti delle recenti elezioni francesi che, credo, possono insegnarci qualcosa: la centralità dell’antifascismo, la necessità delle alleanze, il tentativo di costruire un nuovo blocco sociale.

Contro ogni sottovalutazione (che avvertiamo spesso anche a sinistra), l’antifascismo si conferma un elemento basilare e permanente per ogni politica anticapitalista, e tanto più per i/le comunisti/e. L’opposizione antifascista alla Le Pen ha segnato una grande vittoria, sbarrando la strada a un Governo del RN e impedendo in Francia quella tendenziale unificazione di tutte le destre, sotto l’egida della guerra NATO, che in Italia si è verificata. (altro…)

Una unità a sinistra vera (Manifesto febbraio 2024)

L’importante intervento del compagno Mimmo Lucano sul “Manifesto” del 2 febbraio ripropone l’urgente unità della sinistra.

La stessa esigenza è stata manifestata da molti esponenti della sinistra di opposizione e dei movimenti (cito alla rinfusa, col timore di dimenticare nomi importanti: Mario Capanna e Giovanni Russo Spena, Basilio Rizzo ed Emilio Molinari, Vincenzo Vita e Alfonso Gianni, Michele Santoro e Claudio Grassi, Luigi De Magistris e Maurizio Acerbo, etc.). (altro…)

Un altro scalino 02/06/2024

Un altro scalino della escalation che porta alla guerra nucleare in Europa.

Hanno salito un altro scalino della terribile escalation che porta alla guerra nucleare in Europa.

Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato che in Ucraina si potranno usare le armi NATO per attaccare direttamente la Russia nel suo territorio. (altro…)

Sul concetto di rivoluzione

(Seminario al Circolo Walter Benjamin di Tor Vergata, 22 04 2024)

[versione orale letta]

Considero un gesto prezioso (anzi dirò di più, necessario e urgente) parlare di rivoluzione.

Non ne parliamo mai, e da molti anni, e chi osa parlarne (è capitato a me con un libretto del 2002 che titolai “La rivoluzione”) viene nei casi migliori ignorato, se non deriso.

Sarebbe come se cristiani non parlassero mai di Cristo, o se i banchieri non parlassero mai di denaro. (altro…)