La smemoratezza del bravo Andrea Scanzi

In un suo articolo intitolato “Noi poveri elettori” (del 26/7) il bravo Andrea Scanzi elencò tutte le possibilità di voto per la sinistra, tutte ma proprio tutte compresa l’astensione, ma ne dimenticò una e una sola: il voto a Unione Popolare. Da fedele lettore del “Fatto” gli scrissi anche una lettera (ma senza risposta).

Ora Scanzi ci rifà: il 20/8 in un articolo di amichevole sostegno della candidatura Civati (in realtà Civati-Casini, ma questo è un altro discorso), conclude amareggiato: “Permane un rimpianto: non aver unito queste realtà in un polo unico alla Mélenchon. Conte ci ha creduto poco, Fratoianni idem e Bonelli…”. Anche qui manca qualcosa: si dà il caso che il polo alla Mélenchon sia stato proposto proprio da Unione Popolare sia a Conte che a Fratoianni-Bonelli (senza risposte), e che comunque la stessa UP rappresenta oggi in Italia un polo alla Mélenchon, avendo unito con De Magistris, Rifondazione, Pap, “Manifesta”, e molte altre forze finora divise. E infatti al lancio di Unione Popolare, l’8 luglio scorso, intervenne un’autorevole europarlamentare francese a portare il sostegno dello stesso Mélenchon.

Parlando di un polo alla Mélenchon in Italia è mai possibile non citare Unione Popolare? Ebbene Scanzi ci riesce. Ma trattandosi del “Fatto” non è censura, l’orrenda unanime censura dei media di regime contro Unione Popolare. Il fatto è che Scanzi evidentemente ha un problema a scrivere le parole “Unione Popolare”. Eppure non è difficile, caro Scanzi, provaci: U-, N-, I- O-, etc. Puoi farcela!

 

postato il 21 8 22

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