Archive for 30 novembre 2013

Per una scuola di resistenza fondata sul dialogo interculturale e sulla critica

1. Capitò a chi scrive di sostenere a suo tempo che quando in una società si pone il problema dell’insegnamento (e dell’insegnamento della letteratura in particolare) allora questo vuol dire che è aperto anche il problema dell’egemonia. Infatti legato strettamente all’insegnamento della letteratura vive il problema del rapporto coi testi, quali testi leggere, come leggerli e perché, dunque significa che assieme alla non secondaria questione dell’assetto critico-estetico prevalente viene posta all’ordine del giorno la discussione in merito all’asse valoriale che deve organizzare una società, all’immaginario che essa sceglie e – cosa ancora più importante – decide di trasmettere alle generazioni nuove. Insomma quando si parla di insegnare letteratura è in questione, né più né meno, il problema del senso delle cose.

Una rassegna bibliografica dedicata al dibattito sull’insegnamento della letteratura nel quinquennio 1982-6 occupava 29 fitte pagine solo di titoli (Mordenti 1985: 34-52), e non meno interessante della – chiamiamola così – “quantità” era naturalmente il fatto che di un tale tema si occupasse un prestigioso “Bollettino” bibliografico letterario di livello universitario. D’altra parte la dignità del tema era stata definitivamente consacrata nel 1983, quando a conclusione del secondo volume della Letteratura italiana di Asor Rosa (altro…)


Walter Binni e lo storicismo (nel centenario della nascita di Walter Binni)

[in corso di stampa per la Fondazione Binni, intervento completo disponibile in pdf]

Raul Mordenti

Sulla concezione binniana di poetica

[1. A partire da un appunto di Binni ]

[2. Fra due maestri]

[3. La storia e i conti con Croce]

[4. La poetica (e le sue definizioni binniane)]

[5. La poetica come sintesi]

[dedico questo intervento alla memoria di Umberto “Paci” Carpi, che avrebbe dovuto svolgere in questo nostro incontro una vera relazione introduttiva, e che avrebbe trattato anche del cruciale tema della poetica tanto meglio di quanto io non possa e sappia fare]

 

[1. A partire da un appunto di Binni ]

Nei due ultimi fogli di appunti ritrovati da Lanfranco Binni sulla scrivania dopo la morte del padre e intitolati Quasi una biografia, Walter Binni mette in rapporto la sua “critica poetante” (CITO: “pur lontano come sono da modi estetizzanti o neoestetizzanti”, scrive) con le emozioni che gli hanno fatto da “sorgente”; la poesia e la letteratura, certo, e però non solo queste: […]


(VIDEO) Raul Mordenti: Togliatti e la Costituzione

Togliatti e la sua concezione della rivoluzione

Il testo dell’intervento è reperibile qui

(Intervento al Convegno “Togliatti e la Costituzione” dell’Associazione “Futura Umanità”, Roma, Teatro dei Servi, 8-11-13, video originale sul sito Libera.tv)


Raul Mordenti: Togliatti e la costituzione

Togliatti e la sua concezione della rivoluzione

(VIDEO dell’intervento al Convegno “Togliatti e la Costituzione” dell’Associazione “Futura Umanità”, Roma, Teatro dei Servi, 8-11-13)

Questo breve intervento è essenzialmente un pro-memoria, cioè vorrebbe argomentare intorno all’esistenza di un’idea togliattiana di rivoluzione, che vi fu, che fu operante e determinante e che però, stranamente, – anche di questa stranezza si dovrebbero indagare le ragioni – non compare affatto in quanto tale nel dibattito politico dei comunisti.

Dico subito che per questa riflessione pro-memoria mi gioverò essenzialmente della elaborazione di Franco Rodano, una grande figura di comunista e di rivoluzionario anch’essa colpevolmente assente nella nostra riflessione (dopo la morte di Vittorio Tranqulli, fa ora eccezione solo il gruppo raccolto intorno alla rivista on line di Raffaele D’Agata “il partito nuovo”): anche di Rodano, a trent’anni esatti dalla sua morte, vorrei in tal modo cominciare a riproporre la memoria e soprattutto, con un’espressione che gli fu cara, “la lezione”.

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Presentazione Libro di Pandimiglio all’ISIME

Ringraziamento

Il mio intervento, che in verità non era contemplato nel progetto seminariale di questo incontro fra esperti medievisti, sarà solo di ringraziamento.

Ringraziamento anzitutto all’ISIME e al suo Presidente, Massimo Miglio, il quale non solo ospita questa presentazione ma l’ha voluta fin dall’inizio.

Ringraziamento a Giulia Barone e Nello Pollica, colleghi ed amici di lunga data, che hanno fornito la loro disponibilità, e anzi l’hanno reiterata generosamente una seconda volta, nonostante le circostanze che impedirono nel recente passato questa presentazione.

Ringraziamento alla casa editrice Storia e Letteratura che, nuotando controcorrente (cioè contro le note, terribili difficoltà che attanagliano l’editoria italiana, e tanto più quella di alta qualità culturale), mantiene viva la collana “La memoria familiare”, voluta tanti anni or sono da Gabriele De Rosa (ma su lui, e gli altri promotori e protettori della nostra comune ricerca tornerò fra poco). Nonostante tutte le difficoltà, la collana “La memoria familiare” dedicata ai libri di famiglia giunge ora al suo sesto volume; temo proprio che nessuno di questi libri sarà un best seller, e però oso dire che tutti fanno onore alla qualità sempre splendida della casa editrice fondata da don Giuseppe De Luca e salvata da Federico Codignola: ai due volumi di definizione del fenomeno si sono aggiunti poi quelli dedicati alla pubblicazione filologicamente ineccepibile di due libri di famiglia inediti (i Martelli e i Citone) e ora Leonida Pandimiglio affronta, in modo che credo resterà definitivo, il cuore storico della nostra questione, cioè il libro di famiglia fiorentino, la sua origine, la sua motivazione, la sua evoluzione nei secoli (altro…)